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“Visibili/invisibili, storie di popoli e persone”: lo sguardo del fotogiornalismo oltre le apparenze

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“Visibili/invisibili, storie di popoli e persone”: lo sguardo del fotogiornalismo oltre le apparenze

VARESE. Dall’11 febbraio al 3 marzo 2024, Villa Pomini a Castellanza (Varese) ospita tre mostre dedicate al fotoreportage, evento apripista della 12esima edizione del Festival Fotografico Europeo curato da Claudio Argentiero.

Le esposizioni – con le immagini di Roberto Travan, Giovanni Mereghetti, Reza Khatir e Ugo Panella – sono state organizzate dall’Archivio Fotografico Italiano con il patrocinio del Comune di Castellanza, nell’ambito di Filosofarti – Festival di Filosofia. I temi affrontati anticipano quelli del prossimo Festival Fotografico Europeo (dal 16 marzo al 25 aprile) con l’obiettivo di «affondare lo sguardo oltre le apparenze per dare evidenza all’invisibile – dal punto di vista ecosistemico, sociale, culturale, etico e teologico, attraverso diverse forma di analisi e di espressione artistica – e costruire a livello comunitario forme di vita, di relazioni generative e antropiche», spiega il curatore.

Nagorno Karabakh, la pace tradita
È il progetto a lungo termine iniziato nel 2016 da Roberto Travan nella piccola enclave stretta fra Armenia e Azerbaijan, nel Caucaso del Sud. La storia di un popolo costretto a difendere le sue radici e la sua stessa esistenza dall’aggressione dell’Azerbaijan: la Guerra per l’Indipendenza nel 1992, quella dei Quattro giorni nel 2016, la Guerra dei Quarantaquattro giorni nel 2020. Infine il drammatico epilogo, nel 2023: oltre 100.000 persone, il 90% della popolazione, sono costrette ad abbandonare il Nagorno Karabakh per sempre stremate da quasi un anno di totale isolamento, private di cibo e generi di prima necessità a causa del blocco azero dell’unico valico di frontiera, il corridoio di Lachin. «Un’autentica operazione di pulizia etnica costata in trent’anni quarantamila morti, un milione di sfollati e immense distruzioni. Una guerra purtroppo dimenticata, invisibile: l’ennesima, non l’ultima» afferma l’autore.

Iran, oltre il velo. «Se gli occhi, come sostengono in molti, sono lo specchio dell’anima, attraverso la sottile fessura del niqab ci viene offerta un’opportunità. Quella di imparare a leggerli», sostiene Giovanni Mereghetti, autore della ricerca fotografica realizzata con l’iraniano Reza Khatir.


Foto Reza Khatir 

 

Nel mondo sono quasi cento milioni le donne che indossano il velo. «Con l’eleganza e la dolcezza che contraddistingue il gentil sesso – dal Maghreb al Medio Oriente, ma anche più a est – queste figure prive di un’identità apparente, si muovono nella vita di tutti i giorni in una società che per tradizione e religione le vuole così: nascoste agli occhi dello sconosciuto» racconta Khatir. Nei loro scatti si libera la verità invisibile e misteriosa di una umanità velata.


Foto Giovanni Mereghetti

 

Ucraina, dalla parte dei bambini
«Mancano gli antidolorifici, la sala operatoria non ha sempre a disposizione la strumentazione per le operazioni più complicate, i medici proteggono le finestre con strisce di nastro isolante per evitare che lo spostamento d’aria delle granate trasformino in proiettili le schegge di vetro».


Foto Ugo Panella

 

Descrive con queste parole Ugo Panella il fotoreportage che ha realizzato nell’ospedale oncologico nazionale di Kiev, in Ucraina. Un viaggio nel dolore e nella speranza dei piccoli ricoverati e dei loro genitori, piegati dalla malattia e dal terrore della guerra scatenata dalla Russia che non esita a bombardare scuole, abitazioni, ospedali. Immagini che rendono visibile «pesi psicologici e pratici difficilmente immaginabili da chi è lontano, per sua fortuna, dalle conseguenze di una guerra».

Dove: Villa Pomini, via Don Luigi Testori 14, Castellanza (Varese)
Quando: Dall’11 febbraio al 3 marzo
Orari: sabato 15-18.30; domenica 10-12 e 15-18.30
Ingresso libero

Per informazioni: afi.fotoarchivio@gmail.com

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