Monday, April 15, 2024

Il caso di Ekla, ristoratrice di Mantova: “Sono andata in tv e ora mi massacrano sui social: non dormo più”

È andata in scena a Mantova l’ultima tappa della nona edizione di Alessandro Borghese “4 Ristoranti” e, a pochi giorni dalla messa in onda del programma, si è scatenata una vera e propria ondata di odio social nei confronti di Ekla Vasconi, proprietaria del “Rigoletto”, il ristorante arrivato secondo dietro “Materiaprima” di Giuseppe. «Da 10 giorni non chiudo occhio», racconta all’agenzia Adnkronos la ristoratrice finita nel mirino degli haters tanto che Tripadvisor ha dovuto sospendere temporaneamente la pubblicazione di nuove recensioni a causa dei troppi attacchi. «Sono una persona molto sincera – racconta Ekla – e anche in puntata ho espresso le mie opinioni senza filtri e sono risultata “cattiva”. Non ho però offeso nessuno. Mi sono ritrovata a giudicare un gioco e ammetto di non essere stata diplomatica». E aggiunge: «Sono stati quattro giorni molto difficili, dove ci trovavamo tutti e quattro, dalla mattina alle nove fino alla sera alle dieci, a girare una puntata. Insomma, eravamo molto provati e ho avuto delle discussioni all’interno del programma con i colleghi perché ho criticato i loro ristoranti non proprio in maniera soft».

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La puntata è già andata in onda due volte e «da allora ricevo commenti di odio, davvero brutti. Addirittura hanno attaccato anche la foto con mio figlio. Ho dovuto chiudere tutti i profili social e anche TripAdvisor ha dovuto bloccare il profilo del ristorante». Questa mattina l’incontro della stampa locale con gli altri protagonisti della puntata che hanno lanciato un appello affinché si metta fine a tanta cattiveria. Incontro al quale Ekla non ha voluto partecipare: «Non me la sentivo. Sono dieci giorni che non chiudo occhio per tutto l’odio che mi hanno riversato addosso e sinceramente non sono in forma». «Sono stata attaccata ovunque – continua la ristoratrice – Su Facebook addirittura c’è chi ha scritto che sarebbe venuto qui a farmi passare le pene dell’inferno ma ci sono state anche telefonate anonime e messaggi alla mia mail privata».

Tutto questo solo perché «ho partecipato a un gioco e mi sono permessa di dire due frasi in maniera cattiva. Adesso non dico di avere paura ma mi infastidisce l’attenzione delle persone, gli sguardi che sono di odio e rancore ma anche di compassione e solidarietà. Non mi piace. Non sono abituata ad andare in televisione e dopo questa esperienza non lo rifarò mai più», conclude la ristoratrice.


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